Festival Internazionale delle Arti – IV edizione

PROGRAMMA ARTISTICO

CONFERENZA DI PRESENTAZIONE DEL TEMA DEL FESTIVAL: L’ARTE E LA NATURA – 9 luglio 2015, ore 19:00 – Copertino, Chiesa di Santa Chiara – Ex Convento delle Clarisse

Conferenza di presentazione del tema della IV edizione del Festival da parte dei principali protagonisti del Festival, tra i quali:

• il maestro Salvatore Cordella, direttore artistico del Festival;

• il maestro Giuseppe Vessicchio, co-direttore artistico del Festival;

• l’architetto Juan Linton, architetto-designer;

• il dottore Angelo Carlo Licci, responsabile scientifico.

NIGHT OF DREAMS – Gran galà lirico: Il Belcanto nel Belpaese – 11 luglio 2015, ore 21:00 – Copertino, Atrio del Castello Angioino

In una serata dedicata al Belcanto, si cercherà di riscoprire tutti gli aspetti di questa forma d’arte, saltando dal sacro al profano, dalla farsa giocosa al misticismo più puro ed elevato, dallo sfoggio di esaltato virtuosismo al momento di rara commozione.

L’Italia è il Paese del Canto e alcune Regioni hanno contribuito in maniera determinante a consolidare questo suggestivo primato. In particolare la Puglia e il Salento sono stati generosi nel dare i natali a grandi talenti. Basti pensare a cantanti lirici come Tito Schipa o fenomeni vocali come, nel campo della musica leggera e nella canzone, Albano, Alessandra Amoroso, Emma, i Negramaro. Ma questo fenomeno ha radici più antiche.

Sfogliando gli archivi locali si trova che pugliesi e salentini in particolare sono stati grandi madrigalisti, come Stefano Felis, Efrem Muzio e Pomponio Nenna, che tanto alto contributo hanno dato alla nascita della cosiddetta Scuola Napoletana. Grandi compositori, come Leonardo Leo, hanno poi dato vita a quel meraviglioso e misterioso processo creativo che ha portato alla nascita del Melodramma, divenuto l’eccellenza italiana nel mondo. Anche compositori come Nino Rota portano in musica la caratteristica saliente di questa speciale Regione: la predilezione per il canto monodico e la ricerca del bello nell’invenzione melodica.

Si è pensato che questa specialissima disposizione al canto tragga origine dal fatto che la Puglia sia stata il primo punto di approdo della comunità greca nella penisola italiana. E, nel prendere in esame le diverse modalità compositive, dall’aria al duetto, dal terzetto al concertato finale, si avrà la possibilità di riconoscere l’affinità e il forte legame segreto fra le prodigiose bellezze musicali ed il fascino incantato di questa terra generosa.

In coerenza con la generosità della terra salentina, nel corso della serata sarà data l’opportunità a due giovani artisti emergenti (il soprano Shin Siu ed il Basso Antonio Di Matteo) di debuttare nel loro primo concerto lirico, con l’assegnazione del Premio “Germogli d’arte” ed il conferimento di relativa borsa di studio.

Le esibizioni vedranno come protagonisti importanti personalità italiane e straniere tra le quali si segnalano, su tutti, il Tenore Salvatore Cordella, l’organico strumentale “Sesto armonico”, l’animazionea cura di Hermes Mangialardo, Piero Schirinzi ed Andrea Raho. Narratore e direttore Sergio La Stella, Ideatore e regista Giuseppe Vessichio.

RAPPRESENTAZIONE TEATRALESakara 14 Luglio 2015, ore 21:00 – Copertino, Atrio del Castello Angioino

La Compagnia Teatrale “Calandra” andrà in scena con “Sakara” di Donato Chiarello. Con: Donato Chiarello, Miryam Mariano, Antonio Giuri – Regia di Giuseppe Miggiano.

“E’ un atto d’amore, anzi un ‘ratto’ d’amore, una visione di cinque secoli fa intorno alla vicenda dei turchi e del Salento. Un Salento vissuto in prima persona tra rocce, mare, alberi d’ulivo e fichi. Il filo rosso che conduce per mano chi Aspetta (gli A-spettatori) è la canzone anonima del ‘600 “la rondinella”, struggente, rauca e misteriosa. E misterioso è il mito dell’incontro amoroso tra la sakara, ‘che è un serpe di terra, e la murena, che è un serpe di mare’.

E’ la storia di Fiamma (nello spettacolo non apparirà mai) che viene rapita dai turchi nella infausta presa di Otranto. Ma è anche la storia dell’innamorato di Fiamma, Angelo, che non riesce, sulle prime almeno, a salvarla, ma che ci mette l’anima, si gioca il proprio coraggio tra ricordi dell’infanzia, attaccamento morboso alla terra su cui vive e gli alberi che, come lui, vi attecchiscono.

E’ soprattutto la storia di Agata, mamma di Angelo, la rondinella ‘in nuce’ che morirà per spada ottomana e che però, prima di morire svelerà al figlio il segreto di Fiamma; ma anche il mito della sakara e della murena. Sullo sfondo Edoardo, zio di Angelo, innamorato segretamente di Agata, ed infine Idrusa, personaggio ambiguo, misterioso ma reale nel contempo.

E poi loro, gli ulivi e i fichi, i cui rami, alla luce fioca della luna e dell’alba, sembrano confondersi con l’atto amoroso di serpenti d’acqua e di terra.” (Donato Chiarello)

Lo spettacolo sarà arricchito dalle riflessioni sui problemi ambientali, recitate in lingua grika, da abitanti della Grecia Salentina, ovvero Luigi Tommasi, Giuseppe De Pascalis ed altri, intitolate “Loja j’agapi tis glossama cau sta steria” (Parole per amore della nostra lingua sotto le stelle).

Lo spettacolo, icona di una “salentintà” storica e che ha interessato il Ministero della Cultura di varie nazioni e farà tappa, nei prossimi mesi in Spagna e in Perù, sarà animato dalle esibizioni dei Khaossia, affermata ethno ensemble salentina,e dalle performances dei visual artist Hermes Mangialardo, Piero Schirinzi ed Andrea Raho.

CONFERENZA IN ARTECantaci Albero15 luglio 2015, ore 19:00 – Copertino, Castello Angioino – Sala Angioina

La conferenza sarà condotta in modalità dialogica e artistica, con i relatori che aderiscono ad una visione sistemica. Alla tavola rotonda parteciperanno, tra gli altri:

• il dottore Angelo Carlo Licci, dirigente medico del DSS di Maglie, esperto in medicina naturale ed in etno-omeopatia;

• il prof. Salvatore Colazzo, docente di Pedagogia Sperimentale (SSD: M-PED/04) nonché Preside della Facoltà di Scienze della Formazione, Scienze Politiche e Sociali e Direttore del Master di II Livello in “Pedagogia della Salute”, Università del Salento;

• il maestro Giuseppe Vessicchio, direttore d’orchestra e arrangiatore, nonchè co-direttore artistico del Festival;

• l’architetto Johan Linton, designer, docente e ricercatore dell’Università di Goteborg;

• la dott.ssa Angela Serafino, arte-terapeuta.

Introduce il maestro Salvatore Cordella, direttore artistico del Festival, e l’assessore Cosimo Lupo.

A seguire il maestro Scipione Sangiovanni, al quale sarà conferito il “Premio Internazionale delle Arti”, eseguirà “Le quattro stagioni” di Antonio Vivaldi, in una originalissima trascrizione per pianoforte.

IL VIRTUOSISMO IN MUSICA: Lettere da Napoli 18 luglio 2015, ore 21:00 – Copertino, Atrio del Castello Angioino

I vari secoli di storia della “canzone napoletana” permettono a questo spettacolo di proporre un’offerta musicale davvero unica sia per varietà stilistica che per elementi tematici. Se pure il “secolo d’oro” si snoda tra la metà dell’Ottocento fino all’immediato dopoguerra, è altrettanto vero che le tracce che lo ispirano sono altrettanto celebri così come i retaggi che ricadono sugli anni successivi. Quindi non solo “io te vurria vasà”, “Santa Lucia luntana” e “Spingule frangese”, ma anche “Fenesta vascia” e “jesce sole”, fino a spingersi a “Guaglione” e “O sarracino”.

La grande varietà delle vocalità presenti sul palco costituisce un’ulteriore valorizzazione del repertorio che da sempre ha goduto dei molteplici stili interpretativi ma che raramente è proposto in un unico spettacolo: dalla voce naturale, calda e melismaticamente napoletana di Emanuela Loffredo a quella altrettanto naturale ma spinta e di coloritura etnica di Francesco Castiglia, atta a rappresentare anche il carattere “buffo” di alcune composizioni; dalla liricità leggera ma profonda ed incisiva del tenore Salvatore Cordella, elemento canoro di maggiore ispirazione dei compositori ottocenteschi, all’altrettanto lirica ma sinuosa ed evocativa voce del soprano napoletano Giacinta Nicotra.

Quattro voci, quattro stili che si incrociano dando vita ad un unico strumento che, supportato da attenti arrangiamenti, esalta con maestria i già noti valori di questo illustre repertorio, presentato nella originale forma di un viaggio epistolare tra i reperti autentici scritti dai relativi autori.

Le specialità strumentali utilizzate, come il mandolino e le percussioni popolari (tammorra, tamburello), non disgiunte da quelle classiche (chitarra, legni, contrabasso, pianoforte e quartetto di archi), donano la necessaria etnia sonora ai brani eseguiti nel concerto.

I brani eseguiti nel concerto sono scelti e curati da Giuseppe Vessicchio, che firma anche la regia dello spettacolo.

La direzione musicale dell’esperto e studioso Maurizio Pica, a capo dell’organico di undici solisti che costituisce il motore musicale generante la rappresentazione, è l’ulteriore valore aggiunto di questo spettacolo altamente coinvolgente.

Tradizione e rigore storico ma anche adattamento e rispettosa reinvenzione, secondo l’eterna ricetta per proporre un passato al presente, anche grazie alle proiezioni dei Visual Artist: Hermes Mangialardo, Piero Schirinzi ed Andrea Raho.

 

 

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