Reggae & Radici – Copertino & Sternatia

Reggae e Radici è una celebrazione delle due tradizioni musicali Salentine che maggiormente hanno preso piede a livello nazionale e internazionale. Una è l’autoctona tradizione della pizzica e l’altra, il Reggae, è di adozione più recente, ma di essa il Salento è diventato portavoce, con artisti che sono entrati a far parte dell’orgoglio della storia della musica italiana nel mondo.
Questo evento pone il focus sulla permeabilità della cultura, sulla coesistenza al suo interno di tante sfumature e tradizioni, così come è rappresentato anche dall’architettura dei luoghi che ci ospitano e attraverso i quali racconteremo la storia del Salento nelle nostre visite guidate e passeggiate cicloturistiche.
Il Salento, la sua storia e la sua multiculturalità, sono esempio di convivenza pacifica tra i popoli, dove le caratteristiche di ognuno si sono incontrate e abbracciate plasmando gli usi, i costumi, la lingua e l’anima del popolo salentino che è fortemente legato alle radici della sua terra, ma che è stato e continua ad essere anche cittadino del mondo.

Attività

26 agosto

@ Largo Castello

h 19:00 – 21:30: Visite Guidate Copertino

@ Parco Grottella

H19:00 – 22:00
DUCCIO B & LA MARINA
Atmosfera informale e intima ad accompagnare il tramonto del sole, musica rilassante per sorseggiare un aperitivo o cenare prima della serata danzante, mentre si ascoltano sonorità che hanno influenzato o che sono state influenzate dalla musica Reggae. In compagnia di un dj e di una cantante, che hanno fatto la storia della scena reggae nazionale, il pubblico sarà intrattenuto da una selezione speciale di Soul, Funk e Lovers Rock.

h19:00 – 1:00
GRAFFITI + BREAKERS
Disegno con spray su pannelli da parte dell’artista Dario Tommasi, affiancato da un gruppo di danzatori locali di breakdance. In questo spazio dedicato alla street art si cerca di ricreare una scena urbana contemporanea, dove i graffiti camminano di pari passo con la musica e la danza della scena hip hop.
** Sono invitati a partecipare tutti quelli che si interessano di graffiti o di hip hop.

H 22:00 – 1:00
ONE LOVE HI POWA
BAD SIDE SOUND
LA MARINA

Bad Side e One Love a selezionare reggae music e interventi di nuove promesse del territorio.
Una dance hall, un Sound System, un impianto auto costruito come quelli che si usano in Giamaica per far festa in strada, una serie di dj d’eccellenza, una delle cantanti salentine più famose nel genere,
cantanti, dj, interventi del pubblico e di ballerini. Il tutto per una festa dedicata e adatta a tutti che sarà la celebrazione della condivisione, della musica reggae e del Salento.

27 agosto

h 8:30 – 11:30: Passeggiate Cicloturistiche

h 19:00: Videoproiezioni @ Ex Convento delle Clarisse

  • “The Harder They Come”
  • “Rockman”

Little Copertino

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L’Istituto Comprensivo “Giovanni Falcone” il 18 maggio u.s. ha inaugurato “Little Copertino”.

Little Copertino nasce dall’idea di voler realizzare, nel giardino dell’Istituto, una sorta di Parco storico-culturale, con la costruzione di alcune bellezze presenti nella cittadina.

Fino ad oggi sono state riprodotte tre strutture.

Le attività hanno avuto inizio nel 2009, con l’edificazione della chiesa di Santa Maria di Casole, mentre nel 2010, è stata avviata la fabbricazione del Castello, completata nel 2013 con la realizzazione della attigua Porta di San Giuseppe. Nell’a.s. 2013-2014 i lavori sono terminati con la realizzazione della Chiesa della Grottella.

Le tre compagini in miniatura sono state concretizzate da alunni ed esperti rispettando ogni dettaglio delle reali opere.

La piantumazione nel Parco di alcuni alberi di ulivo rende ancora più suggestiva la visione d’insieme, essendo l’ulivo stesso un bene prezioso del nostro territorio.

Il Parco può essere considerato un piccolo museo a cielo aperto, che è ogni giorno sotto gli occhi di tutti, così come lo è stato il suo sviluppo.

CHIESA DI CASOLE

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CASTELLO e PORTA DI SAN GIUSEPPE

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CHIESA DELLA GROTTELLA

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Il volo con la grande Croce dei Simboli

Il suo desiderio era quello di innalzare delle croci di legno sopra dei piccoli calvari, perché la gente che andava alla Madonna della Grottella avesse lo spunto per meditare la Via Crucis immaginando di percorrere la Via Dolorosa che compì Cristo condotto da Gerusalemme al luogo del Golgota.

S022000484_1409221022000La strada che dal Santuario di Santa Maria della Grottella porta a Copertino, costituisce storicamente il tragitto che il nostro fra Giuseppe Desa aveva sempre percorso meditando di andare da Santa Maria degli Angeli verso Assisi, ad imitazione del suo Padre San Francesco.

Nell’inverno del 1636, rientrato alla sua Grottella dopo l’assenza di quasi un anno, maturò l’idea di realizzare lungo questa strada una Via Crucis.

Padre Giuseppe preso da gran fervore chiese ai suoi amici e devoti di aiutarlo a realizzare in breve tempo questo suo progetto.

L’amico Giuseppe Turi mastro d’ascia, realizzò le croci in legno, mentre altri mastri: costruttori, fabbri, ecc, pensarono alla realizzazione del basamento delle croci che doveva avere la forma di piccolo monte (calvario).

Il tema iconografico del dipinto riprende l’episodio della grande croce dei simboli. La più elaborata dal punto di vista artistico perché fra Giuseppe aveva chiesto all’amico Giuseppe Turi di scolpire su questa i simboli della Passione.

Padre Giuseppe voleva che fosse pronta per la vigilia della festa dell’Annunciazione di Nostro Signore (25 marzo).

Come raccontano le fonti, era una croce alta e pesantissima fatta in legno d’ulivo, vi erano sul posto più di cinque uomini per innalzarla ma l’operazione pareva impossibile.

Padre Giuseppe che assisteva a poca distanza disse “Via, via! Che si metterà questa croce!”, con una corsa estatica volò fino ad afferrare la croce da solo ed alzandola la lasciò cadere nella buca.

Il fatto lasciò tutti stupiti per il volo e per aver innalzato la croce da solo.

 

IL LUOGO: Copertino, lungo la strada della Via Crucis, Copertino, S. M. della Grottella

IL TEMPO: 24 marzo 1636

I PERSONAGGI: San Giuseppe, Giuseppe Turi il falegname, altri mastri, fabbri, fabbricatori.

LE FONTI: Il processo per la Beatificazione, Parisciani, Summarium.

UBICAZIONE: Copertino, Santuario San Giuseppe da Copertino, Altare dell’Immacolata, lato sinistro.

Guarigione del Cavalier Baldassarre Rossi

Il tempo della sua dimora ad Assisi può dirsi per fra Giuseppe l’epoca dell’abbondanza di doni celesti. Per mezzo del suo Servo, Dio operò un numero straordinario di grazie concedendoli alcune estasi che dovevano rimanere memorabili e fondamentali per la sua canonizzazione.

S022000484_1409221011001Il dipinto raffigura un episodio narrato nella biografia del Santo redatta nel 1722 (quando era ancora Servo di Dio) da Domenico Bernini e riportato nel processo apostolico di Assisi.

Il nobile Baldassarre Rossi in preda alla pazzia trattava tutti con ferocia ed a nulla erano servite le cure dei medici.

Legato ad una sedia fu condotto al Sacro Convento d’Assisi da padre Giuseppe perché lo guarisse.

Il giovane liberato dalle funi e costretto ad inginocchiarsi saltò in piedi.

Allora fra Giuseppe toccatogli il capo lo invitò a raccomandarsi a Dio e alla Vergine e mentre diceva queste cose il frate fu preso da un rapimento estatico .

Sollevato il giovane per i capelli lo tenne sospeso in aria con sé per diversi minuti, poi riavutosi dall’estasi lo congedò invitandolo ad essere contento perché era stato guarito.

L’artista traduce l’episodio ricco d’azione in una composizione equilibrata e ferma.

Lo schema compositivo dell’ovale riprende la tela romana realizzata intorno al 1750 dal celebre artista Placido Costanzi, oggi conservata al Museo d’Arte Moderna a Roma.

 

IL LUOGO: Assisi, Sacro Convento

IL TEMPO: 1645, durante il soggiorno di Padre Giuseppe

I PERSONAGGI: San Giuseppe, il Cavalier Rossi, i familiari del malato.

LE FONTI: Il processo per la Beatificazione, Parisciani, Roncalli.

UBICAZIONE: Copertino, Santuario S. Giuseppe, Altare dell’Immacolata, lato destro.

La morte di Mamma Franceschina

Mesto e piangente padre Giuseppe sospirò: “Adesso è morta quella poverina di mia Madre”. Lontano da Copertino, spesso il pensiero di fra Giuseppe andava alla vecchia madre che non avrebbe più rivisto. Franceschina a letto, stremata dagli anni e dalla malattia, ripeteva piangendo come una litania d’amore: “Fra Giuseppe mio, Fra Giuseppe mio!”

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Il dipinto, fatto realizzare dai frati della Grottella per la piccola chiesa del Beato Giuseppe, raffigura gli ultimi istanti di vita di mamma Franceschina.

Il 25 gennaio 1645, poco prima dell’agonia, i presenti nella stanza videro una luce entrare per tre volte dalla finestra mentre Franceschina ripeteva “vedo fra Giuseppe!”.

La povera donna agitandosi e battendo le mani indicava la presenza di qualcuno nella stanza.

Era suo figlio Giuseppe a cui come lui stesso racconterà “stando la madre gravemente malata … il Signore l’esaudì”.

Franceschina morì poco dopo sospirando ancora due volte “Figlio mio, figlio!”.

I testimoni racconteranno che si era spenta come una santa.

Fu sepolta con l’abito francescano, nella chiesa del Convento di San Francesco a Copertino, come riconoscimento per aver dato all’Ordine “un buon asino da portare su la groppa lo Stimmatizzato di Assisi”. (Parisciani)

Padre Giuseppe fece celebrare molte messe di suffragio dai padri del Sacro Convento. Pregava Dio perché la sua povera mamma potesse raggiungere presto la gloria.

Il Signore gli diede la gioia di vederla in visione e poter dialogare ancora una volta con lei. Dopo di che non ebbe più dubbi che la sua mamma fosse in paradiso.

 

IL LUOGO: Casa Desa, a Copertino

IL TEMPO: 25 gennaio 1645 (libro dei defunti)

I PERSONAGGI: Franceschina agonizzante, Livia, i frati del Convento di San Francesco a Copertino, fra Giuseppe.

LE FONTI: Nuti, Parisciani

UBICAZIONE: Copertino, Casa Desa, parete sinistra.

Esemplari di pannelli devozionali

di Mario Antonio NESTOLA e Maurizio STANCA

 

Dimensioni: h. cm 250 x l. cm 150

Materia: affreschi

Epoca: incerta

Stato di conservazione: pessimo

Ubicazione: Piazza Castello (Porta San Giuseppe)

 

Nei due pannelli devozionali collocati simmetricamente sui piedritti che reggono il fornice della Porta di San Giuseppe, si intravedono residui di immagini sacre: a sinistra Sant’Oronzo, protettore della Città di Lecce, e a destra tracce di un affresco raffigurante Sant’Antonio di Padova, traumaturgo per eccellenza.

La Madonna della Neve

di Mario Antonio NESTOLA e Maurizio STANCA

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Dimensioni: h cm 150 x l cm 100

Materia: affresco

Epoca: XVIII secolo

Stato di conservazione: buono

Ubicazione: Via Ruggeri, 6

 

 

 

 

Si tratta di un dipinto racchiuso in una cornice lineare in pietra leccese di forma rettangolare sormontata da elementi decorativi a voluta.

L’affresco raffigura la Madonna della Neve con il Bambino e con una melograna nella mano sinistra. Sulla sua destra è raffigurato l’Ostensorio, in basso due figure oranti rappresentate da un pastore e da un frate.

La scena sembra quella di un paesaggio rurale dove le due figure di oranti inginocchiate potrebbero rappresentare San Pasquale Baylon che guarda l’Ostensorio e un pellegrino che guarda la Vergine col Bambino.

Non si conosce l’autore ma l’articolazione compositiva della scena e la discreta fattura delle figure, induce ad ipotizzare l’opera di un pittore operante alla fine del XVIII secolo, sulla scia delle altre opere esistenti nella stessa Copertino, come quella del miracolo di San Giuseppe con i cacciatori esistente su una parete della sacrestia del convento a Lui intitolato.

Nel 1996 la restauratrice Daniela Verdesca-Zain ha eseguito la pulitura dell’affresco.

Casa paterna di San Giuseppe da Copertino

casa_paternaLa casa paterna, situata di fronte alla facciata dell’attuale Santuario, rimane testimonianza storica della famiglia Desa-Panaca. Mamma Franceschina la cedette in dote alla figlia Livia nel 1623, riservandosi il diritto di abitarla fino alla morte. Livia, la vendette qualche anno dopo la morte della madre, al padre di mostro Lucrezio Lezzi, e questi nel 1751 ai Frati Minori Conventuali della Grottella.

Dopo la beatificazione di Fr. Giuseppe Desa, nel 1753 fu trasformata in Cappella. La casa è un monolocale a piano terra, umile e semplice.

Oggi presenta questa struttura: un timpano e un’iscrizione all’esterno; all’interno, invece, una statua del Santo e sulla parete sinistra una tela che raffigura mamma Franceschina in agonia (1645) assistita dalla figlia Livia e dai religiosi, mentre in alto il figlio Giuseppe, allora residente nel sacro Convento di Assisi, le appare sorridente.

Giuseppe visse in questa casa fino al 1621 quando fu accettato alla Grottella, prima come oblato e solo qualche anno dopo come novizio. In questa casa conobbe le carezze e i rimproveri severi di mamma Franceschina, la malattia e la sofferenza che lo provò per sei lunghi anni. A pochi passi da questa casa, giocando, si divertiva a togliere i berretti ai suoi amici e a gettarli nel vicino pozzo di S. Nicola.

Convento di Santa Maria di Casole

casole copertinoSulla via Copertino-Nardò, a qualche chilometro dal centro abitato, s’innalzano le rovine del convento di Santa Maria di Casole.

Casole, dagli inizi del ‘500 al 1812, è stato un centro monastico di grande importanza religiosa e culturale. La chiesa e il convento, in stile tardo romano-gotico, sorsero agli inizi del XVI secolo su un preesistente luogo di culto di origine bizantina.

Per iniziativa di Giovanni Castriota, conte di Copertino, tra il 1512 e il 1514, vi si insediarono inizialmente i Francescani dell’Osservanza, cui subentrarono, alla fine del secolo, i Riformati.

Casole conobbe tra le sue mura il fervore pastorale del Beato Fra Silvestro Calìa (1581-1621) e i primi aneliti alla perfezione francescana del giovane Giuseppe Desa (il Santo dei Voli).

Quando Giuseppe Desa manifestò la volontà di farsi frate, ai Padri Riformati la domanda dovette sembrare tanto assurda che, per imprecisati e pretestuosi motivi, ne differirono l’accettazione.

Chiesa di Santa Chiara

Chiesa_di_Santa_Chiara_CopertinoIn piazza del Popolo si trova la chiesa delle Clarisse, fondata nel 1545 dai Granai-Castriota. E’ stata completamente ricostruita insieme a gran parte degli ambienti monastici, negli ultimi decenni del ‘600.

La chiesa senza transetto ha un’unica navata a volta. Presenta due altari per lato. Tra gli altri quello di S. Chiara si distingue per la pregevole fattura dei rilievi raffiguranti la storia della Santa e per la statua dorata in pietra leccese.

In questa chiesa Fr. Giuseppe da Copertino celebrava qualche Messa “…e quando alzava il calice, dava un grido e rimaneva sulla punta dei piedi per quasi una messa”. La fama di queste “meraviglie” si diffuse presto nel Salento.