La Macennula

1945 ok

 

1945: La Premessa diceva così:

1945 ok - Copia“Dopo più di vent’anni di asservimento al Principe del Fascio, che ci ha tenuti legati come feroci mastini impedendoci di aprire la bocca quando il guinzaglio serrava la gola, ci vien concesso di respirare liberamente e di starnutare pure con serenità quando sentiamo il raffreddore. Guardiamoci bene l’un l’altro: ci troviamo cambiati come Ettore che , quando Troia era ormai in fiamme, appariva in sogno ad Enea, avvilito e stanco, con i margini delle ferite sul corpo e con i piedi ancora sanguinanti per le strette del cuoio. Almeno a noi è rimasta una patria e il diritto di costituire un popolo e di chiamarci Italiani. E se molta parte è andata perduta di quel che i nostri Padri ottennero con sacrificio, non è stato però sciupato il loro patrimonio ideale che, pur sotterrato per un ventennio, viene ora alla luce con la freschezza dei primi tempi e con la volontà risoluta dei suoi banditori. Per loro la libertà fu un’idea e una conquista per noi un binario di ritorno sui passi della rinascita. E proprio nel pieno clima della libertà poteva germogliare la nostra Macennula che interpreta una tradizione nel folclorismo ambientale, a cui il popolo crede con la fede di un religioso e la ingenuità di un bambino. A che scopo questo giornale? Ricreativo certo, anche se in funzione della satira fine e arguta. Il numero unico, che pubblichiamo in occasione delle feste patronali, intende toccare una nota d’ilarità e di brio paesano, anche se l’ampia armonia degli strumenti musicali e il rumore assordante dello sparo pirotecnico riusciranno facilmente a smorzare. Qualcuno, trascorsi i giorni di festa e liberato ormai lo stomaco dal pesante materiale, che soltanto il buffo andirivieni di piazza poteva smaltire, guarderà volentieri questo foglio, redatto da giovani copertinesi in un’atmosfera di sana giovialità. Non sorprenderà il titolo, ormai noto e consacrato alla tradizione del popolo, che ha sempre dato prova di fede sicura nelle parole e nelle promesse a tal punto da simbolizzare la sua virtù nella Macennula. Peccato che lo stemma del paese non reca una Macennula al posto del pino! Ma questo giornale, anche se uno solo, ci farà rinsavire un po’ tutti; e allora da oggi in poi, (l’occasione si presta), o comunisti o liberali, o socialisti o cristiani, d’un pezzo, sempre pronti a difendere l’idea, in casa e in piazza, in farmacia o in “sala da barba”; daremo esempio di dirittura politica, specie quando è compromessa la carriera … Il lettore, di marca erudita, appassionato ai quotidiani di cultura, tipo L’Unione Proletaria o Democrazia del Lavoro, nei quali si attinge a cucchiaioni il sapere e la scienza, arriccerà il naso dinanzi alla vignetta di un ciuco, che pure ha l’onore di assurgere a simbolo della nostra festa, ed uscirà nella espressione da imparaticcio: “roba da bambini”. Non ci dispiacerà e saremo contenti solo per aver riso tanto durante la compilazione. Così è nato il giornale, nel clima del buon umore oraziano e non della satira biliosa di Tirteo e Lucilio, tra una parola e l’altra, tra uno spunto di ilarità e un ricordo di fantasia popolare, tra una battuta e un lazzo. Nessun risentimento quindi, nessun cruccio, anche se talvolta i richiami umoristici sembrano personali e alludere alla condotta di questi o quell’altro. Vorranno prenderli proprio sul serio? Buon pro’ per loro: il nostro giornale si presenta anche sotto la veste educativa, e allora … ridendo castigat mores.

Rumbo

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2014: La Macennula compie 70 uscite, in numeri unici in ricorrenza della Festa di San Giuseppe da Copertino!

macennula

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