Visitiamoci – Lequile

LOCANDINA - Copia

Oggi ad accogliere le Pro Loco è stata la Città di Lequile con la sua Pro Loco e con il suo Sindaco.

L’itinerario della giornata odierna, dal titolo “C’era una volta….”, ha visto una serie di tappe in un percorso storico-culturale così composto:

  • Raduno alle ore 9:0 presso Largo San Francesco, nei pressi del Convento di Lequile,
  • Casina De Raho: nel cuore della Valle della Cupa;
  • Chiesa Matrice: chiesa a croce latina, a navata unica, sita in zona Largo Castello e sorta su un’antica chiesa, distrutta;
  • Chiesa San Nicola: chiesa a croce greca, semplice e ricca di storia. L’altare si presenta importante e ricco di simboli, al centro il Cristo Crocifisso con ai lati la Madonna e San Giovanni, la statua raffigurante Dio su un trono e la terra, le aquile simbolo della cittadina;
  • Chiesetta di San Giorgio e palazzo Saluzzo: la prima con sala unica, con all’interno 3 altari, il secondo con ampio giardino;
  • Palazzo Andrioli;
  • Convento Padri Francescani: chiostro molto semplice con 12 affreschi raffiguranti la morte e risurrezione del Cristo, 12 stazioni successivamente divenute 14 nell’attuale via crucis, refettorio quasi interamente affrescato con i simboli del francescanesimo;
  • Chiesa di San Vito: chiesa gemella di quella di San Nicola, tempio dello sfarzo a differenza dell’altra, a croce greca e con i simboli delle virtù teologali e delle virtù cardinali a cornice della “Sofia”, intesa come conoscenza.

Il percorso si è concluso presso Tenuta “Casina dei Basiliani”.

Il prossimo appuntamento è a Galatina!

 

LOCANDINA

Se muore il Sud

Lunedì 27 aprile 2015 alle ore 19 presso l’ex Convento delle Clarisse, Sergio Rizzo, giornalista ed editorialista del Corriere della Sera presenterà il libro “Se muore il Sud”, scritto a quattro mani con Gian Antonio Stella.

L’incontro rientra nel ricco programma di VIVAI D’AMORE 2015, promosso dall’Amministrazione Comunale del Comune di Copertino in collaborazione con Libreria Idrusa di Alessano.

Se muore il Sud muore l’Italia intera. Questa la tesi che Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella sostengo con forza e argomentazioni ben precise nelle pagine del libro.

In ogni pagina una carrellata di dati e di analisi lucide che raccontano una situazione disperata ma non definitiva. I due giornalisti invitano a dare spazio “al Sud che vola….o c’è una svolta o non ne usciamo!” dicono senza esitazione né dubbio alcuno.

Perché, se muore il sud, e il sud sta morendo, è sotto gli occhi di tutti, allora muore l’Italia intera, quella costruita con il sangue di tutti, da nord a sud, negli anni della faticosa unità.

Un libro da leggere con attenzione per capire e per dare una svolta.

Assessore alle Politiche Culturali – Cosimo Lupo

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Scatta Moi!!! – Esposizione Foto!!!

Cari amici,

volge al termine la raccolta di adesioni per il Concorso Fotografico “Scatta Moi!” (data ultima il 30 marzo p.v.).  Come da bando, nel mese di aprile ci sarà l’esposizione delle foto partecipanti presso la Sala Civica – via Verdi, Copertino – che seguirà il seguente orario:

Orari apertura Mostra Fotografica - Scatta Moi!!!

Orari apertura Mostra Fotografica – Scatta Moi!!!

Serata inaugurale: sabato 13 aprile 2013 alle ore 18.30.

Premiazione: domenica 21 aprile 2013 ore 18.30.

Per info rivolgersi ad Associazione Pro Loco.

Locandina Esposizione Foto - Scatta Moi!!!

Locandina Esposizione Foto – Scatta Moi!!!

350° del transito di San Giuseppe da Copertino

Ecco le iniziative culturali previste per il 350° Anniversario del Transito di San Giuseppe da Copertino, in occasione della “venuta” delle spoglie del Santo nella nostra Città:

inviti fronte

inviti retro

Convento di Santa Maria di Casole

casole copertinoSulla via Copertino-Nardò, a qualche chilometro dal centro abitato, s’innalzano le rovine del convento di Santa Maria di Casole.

Casole, dagli inizi del ‘500 al 1812, è stato un centro monastico di grande importanza religiosa e culturale. La chiesa e il convento, in stile tardo romano-gotico, sorsero agli inizi del XVI secolo su un preesistente luogo di culto di origine bizantina.

Per iniziativa di Giovanni Castriota, conte di Copertino, tra il 1512 e il 1514, vi si insediarono inizialmente i Francescani dell’Osservanza, cui subentrarono, alla fine del secolo, i Riformati.

Casole conobbe tra le sue mura il fervore pastorale del Beato Fra Silvestro Calìa (1581-1621) e i primi aneliti alla perfezione francescana del giovane Giuseppe Desa (il Santo dei Voli).

Quando Giuseppe Desa manifestò la volontà di farsi frate, ai Padri Riformati la domanda dovette sembrare tanto assurda che, per imprecisati e pretestuosi motivi, ne differirono l’accettazione.

Chiesa di Santa Chiara

Chiesa_di_Santa_Chiara_CopertinoIn piazza del Popolo si trova la chiesa delle Clarisse, fondata nel 1545 dai Granai-Castriota. E’ stata completamente ricostruita insieme a gran parte degli ambienti monastici, negli ultimi decenni del ‘600.

La chiesa senza transetto ha un’unica navata a volta. Presenta due altari per lato. Tra gli altri quello di S. Chiara si distingue per la pregevole fattura dei rilievi raffiguranti la storia della Santa e per la statua dorata in pietra leccese.

In questa chiesa Fr. Giuseppe da Copertino celebrava qualche Messa “…e quando alzava il calice, dava un grido e rimaneva sulla punta dei piedi per quasi una messa”. La fama di queste “meraviglie” si diffuse presto nel Salento.

Chiesa Beata Vergine Maria del Rosario

convento-domenicaniNel ‘600, per merito del vescovo di Nardò, il domenicano Ambrogio Salvio, sorge in Copertino una nuova Chiesa: lo scopo è quello di incrementare nella cittadina la devozione alla Madonna.

Dal bosco Idri fu trasportata nella nuova chiesa l’immagine di Santa Maria dell’Idria e la chiesa fu affidata ai Padri Domenicani: è l’attuale chieda della Beata Vergine Maria del Rosario.

Crollata due volte nel corso degli anni, fu riedificata nel 1667.

In questa chiesa dei Padri Domenicani Fr. Giuseppe era solito partecipare alla recita del Rosario e all’adorazione del Santissimo, “…vi si era recato ed era rimasto estatico per due ore e mezzo, finché uno dei frati in veste bianca lo aveva fatto tornare in sé”.