Itinerario Josefino…3^ ristampa

L’Associazione Pro Loco ha realizzato la terza ristampa della brochure “Itinerario Josefino” per i turisti, al fine di guidarli per le vie del centro ed indirizzarli nei luoghi legati al Santo dei Voli.

 

brochure a soffietto int

brochure a soffietto est

 

Si ringrazia per la collaborazione:

  • Città di Copertino
  • Istituto Comprensivo “San Giuseppe da Copertino”
  • Associazione “Cantieri Josefini”

Si ringraziano per la realizzazione della brochure:

 

avis

la dea della bellezza

il forno

oltremare

la corte

le pleiadi

lanterna

vepal

b&b della porta

cairo melograno

grottella

cisl

bcc

Emissione filatelica sul Santo dei Voli

In questi giorni a promozione del nostro territorio salentino e delle Bellezze in esso custodite come in uno scrigno sempre da scoprire, ricorrendo nel periodo 2013 e 2014 gli Anniversari del 350° del dies natalis di San Giuseppe da Copertino e del 925° di Fondazione della Basilica Pontificia di Sancta Maria ad Nives in Copertino, (Tempio presso il quale il Santo dei Voli ha ricevuto il Sacramento del Battesimo, muovendo i primi passi verso la santità), le Poste Magistrali del Sovrano Militare Ordine di Malta, hanno emesso un pregevole trittico filatelico dal titolo “I Luoghi della Fede”; dedicato alla Basilica di Copertino e ai due Santi Patroni della Città.

 L’Emissione filatelica segue di un anno quella precedente realizzata nel 2013 dalle Poste Spagnole e Patrocinata personalmente da Sua Maestà Re Juan Carlos I di Spagna; l’attuale emissione delle Poste Magistrali del SMOM ha anch’esso un legame storico con i Cavalieri di Malta e la figura di Evangelista Menga Architetto militare diventato cittadino di Copertino e successivamente chiamato dal Gran Principe e Maestro del SMOM sull’Isola di Malta per realizzare la fortificazione dell’Isola a difesa del grande assedio conntro i turchi nel 1565, e per tale motivo poi insignito dell’Ordine del Cavalierato come attestato nei documenti custoditi presso la Biblioteca di Malta.

 Le Poste Magistrali hanno con la presente emissione dato inizio a questa nuova tematica dal titolo I Luoghi della Fede, scegliendo la Città di Copertino con i due Santi Patroni e la Basilica quale espressione del tema.

Sac. Mazzotta Claudio Eupremio

 Basilica Pontificia Sancta Maria ad Nives

Copertino

 

annulloPostale

 

 

Fonte: Diocesi Nardò-Gallipoli

San Giuseppe Desa da Copertino secondo Carmelo Bene e Gino Pisanò

Domenica 16 marzo 2014 alle ore 19.30 presso la Sala Civica comunale in via Verdi, 13 si svolgerà l’appuntamento dedicato a San Giuseppe da Copertino dal titolo:

San Giuseppe Desa da Copertino secondo Carmelo Bene e Gino Pisanò

L’evento si svilupperà secondo il seguente programma:

  • Reading di opere beniane su San Giuseppe Desa a cura di Ivan Raganato (Scena Muta) con l’accompagnamento musicale del chitarrista Massimo “Max” Mura e del clarinettista Salvatore Coppola.
  • Partecipazione straordinaria del duo di flauto traverso Lucia Rizzello e Luigi Bisanti.
  • A seguire, tavola rotonda con docenti, esperti e amici di Carmelo Bene e Gino Pisanò.
  • Modera Maurizio Nocera.
  • Proiezione del documentario biografico Rai a cura del prof. Gino Santoro.
  • Esecuzione della Suite “Ultimi” di Massimo “Max” Mura.
  • Presenta Luana Chiriatti (Scena Muta).
  • Direzione artistica e ideazione di Massimo Mura.

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Casa paterna di San Giuseppe da Copertino

casa_paternaLa casa paterna, situata di fronte alla facciata dell’attuale Santuario, rimane testimonianza storica della famiglia Desa-Panaca. Mamma Franceschina la cedette in dote alla figlia Livia nel 1623, riservandosi il diritto di abitarla fino alla morte. Livia, la vendette qualche anno dopo la morte della madre, al padre di mostro Lucrezio Lezzi, e questi nel 1751 ai Frati Minori Conventuali della Grottella.

Dopo la beatificazione di Fr. Giuseppe Desa, nel 1753 fu trasformata in Cappella. La casa è un monolocale a piano terra, umile e semplice.

Oggi presenta questa struttura: un timpano e un’iscrizione all’esterno; all’interno, invece, una statua del Santo e sulla parete sinistra una tela che raffigura mamma Franceschina in agonia (1645) assistita dalla figlia Livia e dai religiosi, mentre in alto il figlio Giuseppe, allora residente nel sacro Convento di Assisi, le appare sorridente.

Giuseppe visse in questa casa fino al 1621 quando fu accettato alla Grottella, prima come oblato e solo qualche anno dopo come novizio. In questa casa conobbe le carezze e i rimproveri severi di mamma Franceschina, la malattia e la sofferenza che lo provò per sei lunghi anni. A pochi passi da questa casa, giocando, si divertiva a togliere i berretti ai suoi amici e a gettarli nel vicino pozzo di S. Nicola.

Convento di Santa Maria di Casole

casole copertinoSulla via Copertino-Nardò, a qualche chilometro dal centro abitato, s’innalzano le rovine del convento di Santa Maria di Casole.

Casole, dagli inizi del ‘500 al 1812, è stato un centro monastico di grande importanza religiosa e culturale. La chiesa e il convento, in stile tardo romano-gotico, sorsero agli inizi del XVI secolo su un preesistente luogo di culto di origine bizantina.

Per iniziativa di Giovanni Castriota, conte di Copertino, tra il 1512 e il 1514, vi si insediarono inizialmente i Francescani dell’Osservanza, cui subentrarono, alla fine del secolo, i Riformati.

Casole conobbe tra le sue mura il fervore pastorale del Beato Fra Silvestro Calìa (1581-1621) e i primi aneliti alla perfezione francescana del giovane Giuseppe Desa (il Santo dei Voli).

Quando Giuseppe Desa manifestò la volontà di farsi frate, ai Padri Riformati la domanda dovette sembrare tanto assurda che, per imprecisati e pretestuosi motivi, ne differirono l’accettazione.

Chiesa di Santa Chiara

Chiesa_di_Santa_Chiara_CopertinoIn piazza del Popolo si trova la chiesa delle Clarisse, fondata nel 1545 dai Granai-Castriota. E’ stata completamente ricostruita insieme a gran parte degli ambienti monastici, negli ultimi decenni del ‘600.

La chiesa senza transetto ha un’unica navata a volta. Presenta due altari per lato. Tra gli altri quello di S. Chiara si distingue per la pregevole fattura dei rilievi raffiguranti la storia della Santa e per la statua dorata in pietra leccese.

In questa chiesa Fr. Giuseppe da Copertino celebrava qualche Messa “…e quando alzava il calice, dava un grido e rimaneva sulla punta dei piedi per quasi una messa”. La fama di queste “meraviglie” si diffuse presto nel Salento.

Stalletta di San Giuseppe da Copertino

stallettaA ridosso delle mura, a Sud-Ovest dell’antico centro abitato, sorge una stalla umile, disadorna, senza intonaco, senza pavimento, dal canneto spiovente. Così era nel lontano 1603, così è ancora oggi, con l’unica differenza che al posto della mangiatoia, oggi vi è un altare. E’ simile a tante piccole stalle del Salento, ma qui all’alba del 17 giugno 1603 avvenne il prodigio della maternità. Franceschina Panaca dette alla luce il suo sesto figlio Giuseppe Maria. Ella si rifugiò nella stalla per sfuggire ai creditori del marito Felice Desa che aveva avallato debiti non suoi.

Nessuno aveva visto un “fatto del cielo” nella nascita di Giuseppe in una stalla, ma questo prodigio si ammanta di gloria perché quest’umile stalla sarà segno profetico e simbolo di un futuro straordinario. Il 16 luglio 1767 si ascoltò nella maestosa Basilica di San Pietro la voce di Clemente XIII che innalzava agli onori degli Altari Giuseppe da Copertino. Il corpo del Santo è custodito in Osimo, dove Egli trascorse gli ultimi anni della sua vita.

Nella Stalletta dove nacque, oggi è gelosamente custodito il Cuore del Santo.

Basilica di Santa Maria ad Nives

basilicaLa costruzione fu iniziata nel 1088 da Goffredo il Normanno e terminate nel 1235 da Manfredi di Svevia il quale la elevò a Basilica e la dedicò alla Madonna della Neve. La struttura attuale è il risultato di numerosi rifacimenti avvenuti nel corso dei secoli.

L’alta torre campanaria è stata realizzata tra il 1585 e il 1603. Attaccata al campanile è la cappella di S. Sebastiano. Segue il lato sinistro della chiesa con al centro il portale fiancheggiato da due leoni lapidei. La facciata principale della chiesa, su via Gianserio Strafella, risente di diversi periodi di realizzazione. Di recente è stata inserita una porta bronzea, ideata da R. Del Savio e scolpita da G. Gianese, in cui è ricordata la storia della Basilica. La redazione cinquecentesca della chiesa fu affidata ai Renzo di Lecce, che la completarono anche nelle navate laterali.

A partire dal 1707, per volontà del Vescovo Antonio Sanfelice, le pareti interne della chiesa subirono il fascino del barocco leccese. Al posto degli altari cinquecenteschi ne furono costruiti altri le cui decorazioni erano attinte dai diffusi indirizzi barocchi.

Nella navata sinistra, particolarmente ricca di opere d’arte, si può ammirare il monumento funebre a Tristano di Chiaromonte, il monumentale Battistero dove ricevette il Battesimo Giuseppe Maria Desa lo stesso giorno della nascita, la celebre “Deposizione” dello Strafella posta sul primo altare ed il pregevole altare barocco del ‘600 del Chiarello con l’affresco quattrocentesco raffigurante la Vergine della Neve.

 

IL CORTEO STORICO “MADONNA DELLA NEVE”

Da circa 50 anni, il 5 agosto, si tiene nella città il Corteo Storico voluto a suo tempo dall’Arciprete dell’epoca, Mons. Giuseppe Marulli e poi sempre realizzato, nonostante immancabili difficoltà, fino ai nostri giorni.

Esso rievoca, in splendidi costumi medievali, il momento in cui il Principe di Taranto e Conte di Copertino Manfredi volle dedicare la Chiesa Madre di Copertino, già dedicata alla Beata Vergine Maria Assunta in Cielo, alla stessa Vergine Maria, ma venerata con il titolo di “Santa Maria della Neve”.

Da allora questo titolo, collega spiritualmente, con particolari vincoli di grazia questo tempio alla Basilica di Santa Maria Maggiore, che sorge proprio sul colle Esquilino di Roma in cui nella notte tra il 4 e il 5 agosto (352 – 366) nevicò abbondantemente, nonostante la calura della stagione estiva.

Raccontano infatti le cronache del tempo in un simpatico latino, lontano da Cicerone, ma comprensibile al volgo, che come noto a tutti i Romani, in agosto “anche i serpentelli ballano” non potendo strisciare regolarmente sul terreno per l’eccessiva temperatura dello stesso. Fu tale perciò la meraviglia per tale evento assolutamente eccezionale.

Il 3 luglio 2011, l’antica Chiesa Madre della città, per benigno dono del Santo Padre Benedetto XVI, in considerazione del fatto che in essa è stato battezzato San Giuseppe da Copertino e della bellezza artistica del tempio, l’ha elevata alla dignità di Basilica Pontificia, un riconoscimento che premia anche l’intenso impegno pastorale che caratterizza questi ultimi anni. I giovani svolgono un ruolo importante in tale rinnovamento e l’impostazione storico/culturale e religiosa che essi hanno dato all’evento “5 AGOSTO/CORTEO STORICO”, ne è la prova più eloquente.

Mons. Giuseppe Sacino

Parroco – rettore

Castello di Copertino

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Il Castello di Copertino si erge a Nord-Ovest dell’antico abitato. Sorto in epoca normanno-sveva, fu ampliato e ingentilito dagli Angioini. L’imponente struttura militare che si presenta ai nostri occhi fu realizzata nel 1540, su progetto dell’architetto Evangelista Menga che lo eseguì per volere di Alfonso Castriota. Il complesso rinascimentale racchiude precedenti costruzioni tra cui il mastio angioino.

Ha pianta quadrata con puntoni angolari lanciformi ed ampio fossato circostante. Lungo tutto il perimetro si osservano 90 feritoie distribuite su tre ordini separati da un cordone marciapiano. Attraversando il portale rinascimentale preziosamente decorato, ci si trova davanti a quello angioino-durazzesco, ovvero l’originale varco d’ingresso. Da qui si può accedere nella Cappella di San Marco voluta dagli Squarciafico e affrescata nel 1580 da Gianserio Strafella con figure di Santi e scene dell’Antico e Nuovo Testamento; all’interno si trovano i due sarcofaghi dei marchesi Umberto Stefano Squarciafico.

Nei primi anni del ‘600 era Conte di Copertino don Galeazzo Pinelli, duca di Acerenza e marchese di Galatone, che scelse Felice Desa, padre di S. Giuseppe, come custode del castello, per quel “grand’huomo da bene che egli era”.

 

Orario di apertura al pubblico:  dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle ore 13.30