Convento di Santa Maria di Casole

casole copertinoSulla via Copertino-Nardò, a qualche chilometro dal centro abitato, s’innalzano le rovine del convento di Santa Maria di Casole.

Casole, dagli inizi del ‘500 al 1812, è stato un centro monastico di grande importanza religiosa e culturale. La chiesa e il convento, in stile tardo romano-gotico, sorsero agli inizi del XVI secolo su un preesistente luogo di culto di origine bizantina.

Per iniziativa di Giovanni Castriota, conte di Copertino, tra il 1512 e il 1514, vi si insediarono inizialmente i Francescani dell’Osservanza, cui subentrarono, alla fine del secolo, i Riformati.

Casole conobbe tra le sue mura il fervore pastorale del Beato Fra Silvestro Calìa (1581-1621) e i primi aneliti alla perfezione francescana del giovane Giuseppe Desa (il Santo dei Voli).

Quando Giuseppe Desa manifestò la volontà di farsi frate, ai Padri Riformati la domanda dovette sembrare tanto assurda che, per imprecisati e pretestuosi motivi, ne differirono l’accettazione.

Chiesa Beata Vergine Maria del Rosario

convento-domenicaniNel ‘600, per merito del vescovo di Nardò, il domenicano Ambrogio Salvio, sorge in Copertino una nuova Chiesa: lo scopo è quello di incrementare nella cittadina la devozione alla Madonna.

Dal bosco Idri fu trasportata nella nuova chiesa l’immagine di Santa Maria dell’Idria e la chiesa fu affidata ai Padri Domenicani: è l’attuale chieda della Beata Vergine Maria del Rosario.

Crollata due volte nel corso degli anni, fu riedificata nel 1667.

In questa chiesa dei Padri Domenicani Fr. Giuseppe era solito partecipare alla recita del Rosario e all’adorazione del Santissimo, “…vi si era recato ed era rimasto estatico per due ore e mezzo, finché uno dei frati in veste bianca lo aveva fatto tornare in sé”.